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La drammatica testimonianza di Giovanni Fino
borgata botta

Incontriamo il Sig. Fino dietro la borgata, intento a raccogliere fogliame, che cortesemente ci conduce sul luogo dove cadde "Saetta"

"Vennero i tedeschi nella stalla, prendevano tutto, cercavano i partigiani, fecero alzare mia madre malata dal letto e la mandarono fuori... Che non venga solo più (la guerra) anche se quel che si sente adesso..."

Giovannni Fino ci porta dove è stato ucciso il partigiano Lattanzi

"...colpito la dove era tutto coltivato, dove tutto era pulito perchè si faceva il fieno, andammo a seppellirlo con mio cugino Toni (Antonio) e un altro che vista la forte scena per lo stato del cadavere lasciato lì due giorni, non ce la fece ad avvicinarsi..."

"...Rischiavamo molto, non avevamo niente, un bambino sopra i Botta (borgata), avrà avuto 12 anni trovò una bomba a mano, la prese, ci giocò e la portò a casa, tirò...e morì così"

giovanni fino della borgata botta
Giovanni Fino che indica il luogo dove è stato colpito il partigiano Lattanzi

 

 

La Testimonianza di Antonio Fino

antonio fino nella borgata Gianleure
il Sig. Antonio fino sopra la borgata Gianleure sopra Melle

Antonio Fino ricorda ancora la notte prima dell'uccisione del partigiano Lattanzi

"Si altrochè, me lo ricordo bene, si chiamava Saetta, si rifugiò con i suoi compagni partigiani qua da noi...stavano nella stalla che avevo su ai Chiabrera. Eravamo molto amici, era molto giovane, la sera prima avevamo fatto festa tutta la notte per S. Rocco, dopo mezzanotte nessuno usciva più, c'era il coprifuoco...Saetta era di guardia, i partigiani erano in all'erta perchè si aspettavano che i tedeschi potessero arrivare da un momento all'altro. L'han preso dopo il rastrellamento del 21 Agosto. Due giorni dopo venne un partigiano a dirmi che uno di loro era stato colpito e bisognava andare a seppellirlo e ci diede una coperta da campo. l'abbiam presa e l'abbiam trovato. Prima di partire ho preso due sigale per reggere al triste scenario. Mia moglie ricordava di come era giovane e di quanto la guerra lo spaventasse. Cantava sempre "Come porti i capelli bella bionda".Abbiam scavato una fossa e steso la coperta, l'abbiom coperto, avvolto e coperto tutto con la terra...Adesso che ne parlo mi sembra di rivederlo, di averlo qua davanti...stanotte sono sicuro che lo sognerò..."

 
La testimonianza di Lelio Peirano (King) Comandante di Distaccamento

"In quel Lontano periodo ogni giovane doveva fare una scelta : O con i fascisti o con i partigiani, scelta assai difficile per un giovane di 17 anni. Giuseppe scelse la montagna alle lotte delle formazioni partigiane, credo consigliato da suo padre che già faceva parte del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale)di fabbrica alla Burgo dove svolgeva la mansione di rappresentante dell'allora partito comunista.Non posso precisare la data esatta del suo arruolamento, ma presumo verso la fine del mese di Giugno 1944. La formazione era la 181° Brigata Garibaldi - distaccamento Eusebio Giambone al comando di Mario Casavecchia (Marino). Ogni partigiano doveva darsi un nome di battaglia e scelse il nome di "Saetta". Questo pseudonimo veniva usato perchè in caso di cattura o di morte i nazifascismi non potessero risalire alle famiglie e fargli subire rappresaglie e ripercussioni.
Saetta faceva parte della mia squadra:era un ragazzo taciturno, persino timido, molto serio, sempre disponibile ai lavori manuali: fare il servizio per la spesa e gli approvvigionamenti, andare in pattuglia o montare di guardia, mansione quest'ultima che richiedeva massima attenzione. Saetta era molto affidabile per questo era benvoluto da tutti".

venasca testimonianza di un evento drammatico
Foto di Venasca scattata dal fotografo Boero nel mometo in cui i tedeschi radunano la popolazione prima di incendiare il paese. Questa foto è l'unica testimonianza di quel terribile evento.


"il nostro distaccamento viene schierato in prossimità della strada che dal ponte di Valcurta prosegue per il paese di Valmala. Il Comandante Marino mi ordina di pattugliare il lato destro verso Borgata Piegù. Scelgo tre partigiani della mia squadra, uno di questi è Saetta, ci muoviamo a destra verso il basso dove avvisto una pattuglia nemica e impartisco l'ordine di ritirarci verso il punto in cui il distaccamento era schierato per informare il comando sugli spostamenti delle forze nemiche. Arrivato al distaccamento informai Marino che Saetta mancava senza però avere la certezza che fosse stato colpito. Il combattimento durò fino al tardo pomeriggio: i nazifascisti non riuscirono ad aggirare il nostro distaccamento che rimasto a corto di munizioni si ritirava aopra la borgata Botta da dove il distaccamento di Ernesto ci copriva la ritirata.Della morte di Saetta il comando fu informato nei giorni successivi al rastrellamento dalla gente della borgata che si era prodigata per ricomporre la salma e dargli sepoltura"

Peirano Lelio Verzuolo 1921 fù tra i primi a salire in montagna nei partigiani, costituendo un piccolo reparto a Ciastrelet. Aderirà in seguito alla 181° con funzioni di caposquadra e di comandante di distaccamento. Oggi è il presidente dell'ANPI sezione Verzuolo

Testimonianza di Angelo Boero (Edelweiss) Commissario di Brigata

"Conoscevo molto bene suo padre Francesco, anch'io lavorai per 10 anni alla cartiera, era membro del C.L.N. di Verzuolo. Era molto attivo e ci forniva molta collaborazione ai noi partigiani, in quei mesi con Giuseppe non ebbi contatti poichè stavo poco in distaccamento, essendo commissario mi occupavo dei rifornimenti ed ero sempre in luoghi diversi."

Angelo Boero Verzuolo 1922 salirà con Peirano e gli altri a Ciastrelet per poi entrare nella 181°. Scamperà all'eccidio di Val Mala il 6 Marzo 1945, svolgeva l'incarico di commissario. Nel dopoguerra fù sindaco di Verzuolo.

 

Busca - Liberazione - foto A.N.P.I.
 
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