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LE SPIE

Determinante per molti episodi drammatici fu il ruolo delle spie. coloro che si davano all'invasore vendendo se stessi e molti compaesani in cambio di favori e ricompense. Anche in questa valle, la valle Varaita, non mancavano, vogliamo qui ricordare alcuni episodi


TESTIMONIANZA di Lelio Peirano ("King")

"A Verzuolo i tedeschi insediavano un presidio stabilendosi nelle scuole elementari. Gli ufficiali trovarono sistemazione presso una famiglia benestante del paese, la quale ha molte stanze disponibili, che però non vuole privarsi delle comadità che queste comportano e così la famiglia del nostro partigiano "King" (Peirano Lelio) abitante in un loro alloggio nella stessa casa, viene relegata in una sola stanza per far posto ai tedeschi. La figlia del proprietario, denuncia ai Tedeschi che i Peirano hanno un figlio nei partigiani, e in seguito si seppe con sicurezza il nome della spia, dallo stesso comando dove una impiegata aveva letto una relazione riguardante il caso. I tedeschi arrestarono il padre di King trattenendolo per otto giorni, e per liberarlo pretendevano che il figlio si costituisse. King si sposta nel nostro distaccamento più vicino a Verzuolo per seguire meglio la situazione, mentre il comando lo consiglia di non presentarsi, dato che finirebbe fucilato o nella migliore delle ipotesi in un campo di concentramento in Germania, mentre è pensabile che suo padre dopo un certo tempo in carcere possa essere rilasciato. Intervengono a favore della famiglia Peirano il parroco. Don Demaria, il Podestà e persino il segretario del fascio in carica prima del 25/7/1943, che, conoscendoli bene, perorano la causa del rilascio del padre.
I tedeschi appena venuti a conoscenza che King è un partigiano, lasciano la casa Voli e si trasferiscono fuori paese per timore di essere attacati da noi."

 

Il 19 Ottobre 1944 una spia guidò i nazifascisti presso la borgata Masseria di Brossasco per catturare una parte del distaccamento di Bellini (Grimaldi Vicenzo). Appicato il fuoco alla baita muoiono bruciati vivi Lorenzo Tolosani (Renzo) Domenico Castagni (Fred) e Giuseppe Giordanengo (Gin). Michele Silvestro (detto "La Mazza") viene catturato e fucilato, mentre Lista e Charlot vengono deportati nei campi di concentramento.



Angelo Boero
(Edelweiss) e Peirano Lelio (King) ricordano che in vista di un eventuale rastrellamento vennero autorizzati dal comando ad eliminare una copia di collaborazionisti, gesto che i due partigiani testimoniano che non avrebbero mai compiuto. Certamente pesavano accuse dure di spionaggio, ma vi erano delle figlie che sarebbero drammaticamente cresciute in un istituto. Quindi la pena capitale venne usata solamente in casi estremi. Spesso si preferivano tenere i nemici catturati in vita per poterli scambiare con prigionieri partigiani. Ovviamente la sicurezza della brigata dipendeva fortemente dalla collaborazione dei valligiani i quali si dimostravano contrari all'invasione tedesca e sostentarono i partigiani con cibo, vivande, attività di sorveglianza, li nascondevano dentro le abitazioni, prestavano i muli per trasportare i viveri. Da contrastare restavano già le ostilità dei segretari comunali e dei podestà schierati con il regime (Molti furono i processi intentati nel dopoguerra, il podestà di Venasca De Maria verrà prosciolto dalla corte di Assise di Cuneo) .
Il 21 febbraio 1945 con regolare processo partigiano viene fucilata come spia fascista una casalinga nativa di nizza e residente a Rossana, nel marzo 1945 viene giustiziata una donna di Verzuolo accusata di collaborazionismo fascista.
Insomma grandi furono i drammi che si consumarono a seguito di delazioni seguite da ricompense in denaro che molto facevano comodo in quei mesi di guerra.



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