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 foto di Mario Morbiducci
BRIGATA
Mario Morbiducci "Medici" - comandate della 181a Brigata Garibaldi
Nato a Macerata nel 1921, caduto a Venasca (Cuneo ) il 27 dicembre 1944

L'8 settembre 1943, Morbiducci si trovava in Val Varaita come sottotenente della Guardia di Finanza. Reagì allo sbandamento seguito all'armistizio organizzando con altri ufficiali e soldati la raccolta delle armi abbandonate nella zona e che sarebbero potute tornare utili.
Servirono, infatti, qualche mese dopo quando: conosciuto Pompeo Colajanni, questi lo mise in contatto con le nascenti formazioni garibaldine e lo fece entrare nel Comando di Valle.
Nei combattimenti avvenuti nella zona sul finire del marzo del 1944 Morbiducci ebbe modo di distinguersi, tanto che nel maggio dello stesso anno gli fu affidato il comando della 15a Brigata Garibaldi, "Saluzzo".
Quando, alcuni mesi dopo, tutte le Brigate garibaldine del Cuneese furono unite nella XI Divisione, con l'incarico di riorganizzare le formazioni. Fu appunto durante un trasferimento per partecipare ad una riunione di comandanti garibaldini che Morbiducci, che era in compagnia di Francesco Briganti, cadde in un agguato tesogli da elementi della Brigata nera "Aldo Resega". Morbiducci si difese strenuamente, ma dovette soccombere.
Il suo nome fu poi assunto della 181a Brigata Garibaldi.

cartolina

Subito dopo la liberazione il comandante regionale piemontese propose Morbiducci meritevole di medaglia d'oro al v. m.Venne concessa invece quella d'argento che il padre rifiuta.Solo dopo 45 anni il figlio Dott.Alberto che aveva continuato la battaglia del padre ottenne che a medici venne concessa la medaglia d'oro.

Il padre Rag.Luigi a passeggio col figlio in divisa militare.

Da sinistra mario Morbiducci,Bazzarini Ermes e un capo partigiano.

 

Da lettera testimonianza di Bellini

Oltre a Bacco uno degli uomini più fidati di "medici" era Nicol l'inglese.Uno dei 5 che combatterono con i partigiani.
Aiutante del comandante fino al 21 agosto 1944 quando molti partigiani si rifugiarono in Francia,ove Nicol raggiunse gli alleati.
Gli altri andarono via prima,due in Svizzera ,gli altri due qualche mese in più,ma Nicol si era affezionato al comandante e allo scrivente.
Apparteneva ad un reparto scelto detto GUARDIA REALE catturato in Africa e tenuto prigioniero in Italia fino al 8.9.43.Nominato suo aiutante maggiore viste le capacità culturali,civili e militari e anche come bacco,suo autista.
In particolare debbo dire che Nicols ebbe a dimostrare un eccezionale coraggio e sangue freddo specificamente nei momenti più disperati.basti dire che nei giorni seguenti il 25 mazo 1944 almeno 60 partigiani vennero catturati e uccisi subito barbaramente.In quei giorni il sottoscritto era nascosto in una buca assieme a Nicol.

"randagi in Val Varaita erano in val Varaita gruppi di uomini i nazisti hanno battuto per una decina di giorni palmo a palmo.Rifugi insicuri e instabili sono state le boscaglie degli alberi privi di foglie in questa stagione.Più accoglienti le grotte quando non si è fatta la fine del topo.
Da uno di questi nascondigli il comandante Bellini e Nicols l'inglese avevano visto avvicinarsi nella loro direzione stivali tedeschi,fin quasi alla loro tana schermata da un cespuglio.E Bellini stava portando alla tempia la pistola cui rimaneva ormai un unico colpo in canna,quando era stato fermato dallo sguardo imperioso di Nicols.I persecutori ignari intanto si erano allontanati"
da Guerriglia e Autogoverno.Barra Chiaffredo di Brossasco notte tempo portava ai due cibo per sopravvivere.



Foto nicol e soldato americano Maggio 1945

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