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attanzi giuseppe















Monumento ai partigiani

Biografia

Lattanzi Giuseppe, detto "Saetta", nasce a Manta di Saluzzo il 7/05/1926, figlio di Francesco Lattanzi di Subiaco (Roma), membro del C.L.N e lavoratore delle Cartiere Burgo e di Ciolli Quintina.
Suo padre rappresentante del partito comunista alla cartiera si riuniva, con altri attivisti la domenica, in un casolare alla periferia di Verzuolo per discutere e attivarsi sui finanziamenti. Parte di questi erano stati concessi dal genero dell'ingeniere Burgo.
Risiede a Verzuolo quando diciotenne compie una scelta comune a molti giovani della sua età e sale in montagna come partigiano. Assume il nome di battaglia sopracitato e si adopera attivamente alle attività partigiane, entrando a fare parte della 181° Brigata Garibaldi.
Prima era la XV Divisione "Saluzzo", con due battaglioni in Valle Varaita e due in Valle Po.
Brigata intitolata a Morbiducci, dopo l'attacco alla Rolfa di Venasca dove cadde il comandante. Sono mesi di dura sopravivvenza, tra azioni militari, spesso era di guardia, lo era la stessa sua ultima notte.

 

Per molti giorni si rifugiò con alcuni suoi compagni presso le borgate Botta e Chiabrera, grazie alle collaborazioni delle famiglie Fino che ancora oggi abitano quelle montagne. La sera del 20 agosto 1944 in quelle semplici baite si festeggiava S.Rocco, valligiani e partigiani uniti per
poche ore, nel tentativo di estraniarsi dalla guerra e dalla miseria. Quella notte il nostro partigiano era di guardia e di tanto intanto entrava anche lui a festeggiare. Il giorno successivo, alle prime ore del mattino i partigiani erano impegnati a contrastare l'avanzata massiccia nemica. Era infatti il secondo rastrellamento messo in atto dai nazifascisti per tentare di espugnare la valle del controllo dei partigiani. Quel giorno la Val Curta è oggetto di un piano strategicamente più ampio, territori ambiti dai nazisti per la posizione vicina alla Francia.


Il dispiegamento di forze è enorme, numerose autoblinde, carri armati, camion con munizioni e anche attacchi laterali dalla valle Po, e risalite dalla strada di Rossana e Dronero. I nazisti pensano che il dispiegamento partigiano sia molto elevato e le notizie in loro possesso non sono molte, rare sono le spie dei paesi che cercano informazioni per paura di essere giustiziati. E' tuttavia convinzione di molti che il 21 agosto il nemico sorprese i partigiani sopra alla borgata Botta, proprio per le informazioni di uno di questi delatori. Quel giorno il partigiano Lattanzi venne mandato a scorgere le pattuglie nemiche con Peirano Lelio "King" dal comandante di distaccamento Mario Casavecchia "Marino". Il Partigiano Lattanzi sportosi di più viene colpito a morte da una raffica, Peirano riesce a fuggire alle mitragliate nemiche. La rabbia nemica si scaglierà poi contro la borgata Botta che verrà interamente incendiata ed è ancora così oggi. La tattica tedesca cominciò a dare risultati per cui il gruppo GL si dovette ritirare.

 
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