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In memoria di Felice Pollano

Uno dei comandanti della 181° Brigata Garibaldi intitolata, M.O. della Resistenza, è morto la sera del 28 novembre all'Ospedale di Saluzzo (CN) dopo circa un mesa di agonia .
Felice Pollano, quando salì in montagna, era ufficiale dell'Aeronautica Militare e, nell'assumere il comando dei garibaldini dislocati nei Comuni di Brossasco e di Melle della Val Varaita (Cn), scelse il nome di Battaglia "Elio".
Nelle sottoscrizioni del n.7/8 luglio/agosto 2002 si legge: "il partigiano Elio" Felice Pollano di Revello (Cn) rinnova l'adesione offrendo 100 euro per far vivere la Casa della Resistenza. Recentemente Recentemente ha voluto darmi 50 euro a sostegno del giornale pregandomi di versarli al giornale a nome dei partigiani della Val Varaita.
Ho sofferto con lui molte circostanze dolorose.


Il 21 agosto 1944 la Val Varaita venne attaccata da ingenti forze corazzate tedesche appoggiate da due aerei. Una bomba colpì in pieno l'abitazione della sorella che rimase uccisa assieme ad altri 5 familiari. Nella notte del 19 ottobre 1944, cento tedeschi, detti il "Corpo dei Marescialli" circondarono due baite della Masueria, guidati da una spia fascista che si era infiltrata nel Distaccamento Savorgan 5 mesi prima, allo scopo di riscuotere la taglia che gravava sul Comandante Elio e sul Medico della Brigata dott. Gian Piero Balassi, i quali, per essere stati chiamati altrove, non pernottarono quella notte in quel Distaccamento.
Tre partigiani caddero sul posto e due furono bruciati, feriti ma ancora vivi, assieme alla baita. Gli altri furono deportati nei campi di sterminio, eccetto Silvestro Michele, classe 1914, di Cavallino (Lecce), che venne massacrato fino alla morte nelle carceri di Saluzzo. Il 6 marzo 1945 la Compagnia antipartigiana del famigerato ten. Pavan, sorprendeva e uccideva barbaramente il Comandante della Brigata Ernesto Casavechia, il Commissario Giorgio Minerbi e altri 7 Garibaldini.

articoli di un giornale partigiano


Il Comando della 181° Brigata venne assunto da Felice Pollano e mi volle suo vicecomandante . Con la forza del dolore per i compagni caduti e dell'amore per gli ideali della Resistenza, riprendemmo la lotta attaccando il presidio nemico di Sampeyre, costrigendo molti alpini della "Monterosa" a disertare.
Altre angoscie, dolori e tristezze abbiamo sofferto insieme per tutti i partigiani e i civili caduti in Val Varaita. Ma per Felice Pollano le sventure dovevano continuare nella vita civile con la grave perdita della moglie e dell'unico figlio.
La lotta per l'affermazione dei valori umani che animarono la Resistenza, l'ha continuata, fino a qualche mese fa, con il Volontariato, per aiutare i bisognosi e da insegnante per far conoscere la conquista della Libertà. A tal fine ha donato alla biblioteca comunale di Revello i suoi libri di storia della Resistenza. Ora se ne è andato senza disturbare, come ha sempre agito nella vita civile. Il mattino del 30 novembre 2002 è stato seppellito al cimitero di Revello (Cn) alla presenza dei suoi più stretti familiari.
Per rispettare la sua volontà, non sono andato a dargli l'ultimo saluto prima della sepoltura. Avrei voluto dirgli, anche a nome dei partigiani della Val Varairta: "Addio Comandante Elio, ci uniamo al dolore dei tuoi familiari e ci inchiniamo per renderti gli onori che meriti da tutti gli Italiani amanti della Libertà, della Pace, della Democrazia e della giustizia."

tratto da "Nuova Resistenza unita" n 12 dicembre 2002 articolo scritto da Vincenzo Grimaldi (Bellini) Vicecomandante 181° brigata Garibaldi

 

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